Mi presento

LUCA FALCETTA

Luca Falcetta Come spesso capita con le più belle avventure della vita anche la mia attività giornalistica è cominciata per caso. Ho sempre sognato di fare il giornalista perché permetteva di scoprire il mondo e di stare a contatto con la gente. L’avventura inizia nel 2005 quando vengo chiamato dal primo gruppo radiotelevisivo delle Marche, TVRS – Radio Cuore – Gammaradio, per occuparmi inizialmente di sport. Nel giro di pochi mesi vengo coinvolto dalla redazione di TVRS per cui curo servizi di cronaca, costume ed attualità girando tutta la regione. Un’esperienza importantissima che mi ha permesso di conoscere meglio le Marche e di imparare il mestiere sul campo, là dove accadono i fatti. Nel 2007 mi viene affidata la conduzione di “Sottorete” una trasmissione sportiva di approfondimento dedicata alla pallavolo, con ospiti in studio e servizi sulle principali partite del fine settimana. Il volley è lo sport più praticato nelle Marche, una realtà che coinvolge tantissimi ragazzi e così decido di creare “Time-Out”, una rubrica didattica in cui Marco Paolini, tecnico della federazione italiana e scopritore di numerosi campioni, spiega i fondamentali di questa splendida disciplina. Per la prima volta una trasmissione sportiva assume un ruolo tecnico-educativo non limitandosi al solo aspetto agonistico. Gli addetti ai lavori e il pubblico dimostrano di apprezzare questa scelta e la conduzione del programma, che diventa un appuntamento irrinunciabile della domenica mattina. Oggi i dvd di “Time-Out” con le lezioni del professor Paolini vengono usati dai tantissimi tecnici in tutt’Italia. Mi occupo anche di ciclismo realizzando servizi sugli appuntamenti clou della stagione e dando risalto all’attività giovanile. Nel 2007 entro a far parte della redazione di Prima Notizia, il telegiornale di TVRS, ne assumo la conduzione e mi occupo dei principali servizi. Inizio ad occuparmi di politica, mi viene affidata la conduzione del programma “Il Punto” in cui si discute con alcuni ospiti dei principali temi della settimana. Durante le elezioni mi vengono affidati gli speciali di approfondimento politico. Ogni settimana invece curo per il telegiornale una rubrica dedicata all’Assemblea Legislativa delle Marche. Per me la politica non è qualcosa di staccato dal nostro futuro, dalla vivibilità delle nostre città, dal nostro sistema sanitario e scolastico, per questo mi appassiona e cerco di raccontarla in tutte le sue sfaccettature. Nel 2009 al lavoro di redazione affianco quello di inviato per le emittenti Radio Cuore e Gammaradio curando servizi di cronaca, politica ed attualità. Nel 2010 realizzo il servizio di inchiesta “La terapia della speranza” relativo agli strepitosi risultati ottenuti dal prof. Paolo Zamboni nella cura della sclerosi multipla: una malattia notevolmente aggressiva di cui purtroppo si parla poco. La messa in onda ottenne un grande picco di ascolto tanto che ancora oggi la registrazione viene riproposta nei rispettivi profili social da molti internauti. Partecipo anche come moderatore a “Tuttoingioco”: la biennale di arte, pensiero e società, considerato come uno degli appuntamenti culturali più importanti in Italia. Ho avuto il piacere di intervistare, davanti a migliaia di persone, Enrico Vaime e Bruno Gambarotta. L’attività di moderatore di confronti politici, tavole rotonde o appuntamenti culturali è poi continuata con soddisfazione tanto da partecipare ad eventi promossi dall’ordine dei giornalisti delle Marche come il Festival sul giornalismo d’inchiesta. Nel 2013 con un gruppo di colleghi creiamo Youmedia Company, società che realizza servizi televisivi (Tv Centro Marche) e reportage. Nel frattempo mi occupo anche di uffici stampa per aziende ed enti pubblici per cui curo ogni aspetto: dalla presentazione di eventi alla realizzazione di comunicati stampa. Insomma faccio il giornalista a 360 gradi. Un mestiere, ma non come tanti. Non è una cosa che fai andando a lavorare alle 9 del mattino e uscendone alle 5 del pomeriggio; è un atteggiamento verso la vita che muove dalla curiosità e finisce col diventare servizio pubblico se fatto correttamente: vedendo cioè con i propri occhi, parlando con i testimoni, non fidandosi di resoconti e testimonianze ballerine. Nel mio zaino non mancano mai i libri, la macchina fotografica, la passione per i viaggi e un paio di scarpe da ginnastica con cui segnare la strada, e se per caso mi ritrovo in un bivio e trovo una strada che va in su e una che va in giù – come consigliava Tiziano Terzani – prendo quella che va in su. “È più facile andare in discesa, ma alla fine ti trovi in un buco. A salire c’è più speranza. È difficile, è un altro modo di vedere le cose, è una sfida, ti tiene all’erta”.

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